Pubblicato da: Simona Castiglione | giugno 18, 2011

Per chi va al mare

L’odore

 

Ricordati di quest’odore

quando sarai al mare

l’odore che viene

dall’aria, dal sale

dal chiuso delle case.

L’odore delle minuscole cose,

una tazzina di caffè corto

che s’allunga verso

l’eternità del giorno

che t’aspetta.

 

Odore di distanza

tra te e tutte le cose

che t’hanno trattenuto,

fra la nuca e il collo

s’annida quest’odore.

Se sei sudato

lo sentirai più forte.

 

Non lavarlo con l’aria scanzonata

di chi per abitudine

ogni mattina fa una doccia.

Lascialo lì a decantare

come vino squisito

da riportare a casa

dopo una vacanza.

 

Simona Castiglione

Pubblicato da: Simona Castiglione | giugno 4, 2011

Tre domande a un dottore

C’è Laura Liberale che è una bravissima poetessa, poi c’è una cosa che sta succedendo in una vita accanto alla mia,  così contigua da farsi memoria incancellabile e dolore inalienabile.

E c’è la poesia di Laura

Tre domande a un dottore

1.

Per cortesia, ne ascolti il suono:

adenocarcinoma

un settenario, dottore, dunque cantabilissimo.

Senta come s’impone, pagano e orfico,

con le sue prima tre.

Come vada poi a strozzarsi sulla quinta

quasi prendesse di sé quel tanto di paura

(se prova a dirlo piano

è lì che in bocca fremono le salivari).

Con le restanti due tutto è compiuto

la chiusa del definitivo.

Ma ha mai pensato che fa rima

con pleroma e aroma?

Che abbia anch’esso tutta una pienezza

l’effluvio di se stesso o qualcos’altro?

Qualcosa che ci sfugge per terrore?

2.

T3b N1 Gleason 9

una stella scoperta l’altro giorno

una gradazione d’azzurro

nella cartella-colori delle vernici

un prototipo d’inceneritore a energia solare

un nuovo font per il PC

il punteggio massimo per tre volte consecutive

sulla metà più una

delle macchine di una sala giochi.

E’ davvero così certo

di parlare del tumore di mio padre?

3.

Le vecchie sibille in foulard e cerone

sull’asfalto notturno sedute

più uguali a matrone da battigia.

“La strada, vi prego, di casa”.

Voi le Immobili

le Calcinate nell’interregno domestico

l’uncinetto delle labbra a sentenziare:

“Tuo padre respira. Non hai mancato l’ora.

T’aspetta per passare.

E non prendere paura

se al posto del suo letto c’è la bara.

Un giro nella strada e ci ritorni”.

Questo dottore,  il sogno.

Il cancro è una cometa

la coda a cui attaccarsi per tornare.

E lei non è mai stato un pollicino siderale?

Volare verso casa

in groppa alla cartella di un paziente?

Saperti apparire, padre

come il regalo che non osavi chiedere

(e tutta una stazione festosa di campanelli)

per contraccambiare almeno uno dei Natali

in cui tu m’approntavi la ricompensa dell’attesa

e non così

come un paio di lenzuola

al posto del gioco voluto.

Pubblicato da: Simona Castiglione | aprile 26, 2011

Le foto della magnfica presentazione del 22 scorso a Padova

Si vede poco, perché sono da cellulare, ma le ho volute postare perché mi ricordano un momento pieno di senso: io e Laura Bettanin abbiamo presentato l’antologia “Madre Morte” a Padova, nella libreria “La forma del libro”. E abbiamo scoperto, con immenso piacere, che le presentazioni di libri hanno ancora un valore quando non sono una passiva rendicontazione di un lavoro svolto (anche di buon livello), ma un’interattiva presa di coscienza che coinvolge scrittori, presentatori e pubblico di lettori. Ecco, le voglio sempre così le presentazioni d’ora in poi: niente sfoggi di eloquenza a danno di pochi malcapitati che resistono a stento agli sabdigli, ma fuochi d’artificio, pianti e risate, polemiche e cabaret… la vita, insomma, anche dentro una libreria, anche se si parla di argomenti pregnanti e potenzialmente dolorosi… soprattutto se si parla di quelli!

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato.

Simona

Pubblicato da: Simona Castiglione | aprile 19, 2011

“Madre Morte” a Padova

venerdì 22 aprile, alle 18.30, alla libreria “La forma del libro” (via XX settembre 63), io e Laura Bettanin (la Janis Joyce di Seventy Sex) presentiamo l’antologia Transeuropa Madre Morte.

Castaldi Castiglione Clesis Presciuttini Salardi: cinque racconti, cinque “fiabe nere di cronaca nera” legate alla difficoltà di essere madre, di essere figlia, di stare al mondo, atmosfere sature di  potenzialità criminose, delitti in agguato o già compiuti, situazioni irrimediabilmente compromesse… Con inattesi richiami ad archetipi del mondo delle fiabe. La curatela è di Salardi.

Assieme all’antologia il cd Armonie per piano solo di Maria Grazia Berti

Dopo, per ovvio contraltare esistenziale, offro a tutti prosecco a fiumi.

Vi aspetto numerosi

Pubblicato da: Simona Castiglione | aprile 12, 2011

Lo squarcio nel velo di Maya (Treviso, 16/04/2011)

Data importante pe chi volesse sapere chi si nasconde sotto lo pseudonimo di Janis Joyce, autrice di Seventy sex (Transeuropa edizioni).

Rivelazione il 16 aprile, alle ore 17.30 presso la libreria Ubik di Treviso. Io ci sarò, e voi?

Pubblicato da: Simona Castiglione | marzo 28, 2011

Velamento/disvelamento dell’essere “Janis Joyce”

Notizione, Sta per arrivare l’atteso disvelamento: chi è Janis Joyce, la “spregiudicata” autrice di Seventy Sex? Chi fosse interessato a scoprirlo dal vivo, può recarsi sabato 16 aprile presso la libreria Ubik di Treviso (ore 17.30). Ci saremo io e Laura Bettanin, le due scrittrici rimaste in lizza. In quell’occasione avverrà anche la premiazione del concorso bandito da Transeuropa. Vi aspetto in massa!

Pubblicato da: Simona Castiglione | marzo 18, 2011

La misoginia trasversale

Pubblico qui una lettera della mia amica Janis Joyce, rivolta al critico Beppe Sebaste che ha “recensito” il suo libro, Seventy sex, per l’Unità.

La pubblico perché la condivido appieno, la pubblico perché mi fa incazzare da morire che ci siano critici che recensiscono i libri ammettendo esplicitamente di non averli neppure letti, la pubblico perché detesto le discriminazioni e Sebaste ha discriminato la mia amica perchè è una donna che scrive di sesso. E anche questo mi fa incazzare da morire. E in ogni caso, i diritti del lettore (puoi abbandonare un libro quando vuoi, se non ti piace etc.) non valgono per il recensore: se fai delle critiche prima leggi! Sebaste, il libro di Janis è bello, il sesso è bello, quando è libero e consapevole. Te lo dice una donna e una scrittrice. Spero non ti dia troppo fastidio…

Il signor Beppe Sebaste, su L’Unità del 20 febbraio scorso, ha preso in considerazione un libro. Se così si può dire di ciò che ha fatto con il mio (Seventy sex, Transeuropa). L’ha fatto in modo decisamente inconsueto. Cioè, senza leggerlo.

Ora, un romanzo può piacere o non piacere, ovvio, legittimo, ma quando ne parli da giornalista, da persona il cui lavoro è pagato per essere informata e informarci, sarebbe necessario almeno fare lo sforzo di leggere un libro fino in fondo. Invece no, Beppe Sebaste può impunemente dichiarare di essersi fermato, dopo aver iniziato a leggere il mio “anestetico elenco di masturbazioni e scopate”. Si è sentito legittimato, in questo, dall’irritazione che gli ha procurato la campagna di marketing messa su da una casa editrice che voleva (orrore!) vendere il libro. Curioso accanimento sui paratesti.

In un articolo di una colonna, Sebaste passa metà dello spazio disponibile a cincischiare, pontificando sul berlusconismo come categoria dello spirito e soffermandosi sul concorso di cui riporta, con scrupolosità di archivista, tre indizi per intero.

Poi, ecco che arriva il giudizio sul romanzo – anzi “romanzo” virgolettato da par suo. Non ci vuole molto per notare come la chiave di tutta questa ponderata dissertazione giaccia però in una frase precisa: il “romanzo” in questione è “scritto da una donna che si firma con lo pseudonimo di Janis Joyce”. In un articolo del genere, sono i dettagli a contare, come la sottolineatura del mio essere, (ahimé) donna. Poteva limitarsi ad annotare lo pseudonimo, invece no, è più forte di lui, deve dirlo che sono donna, e che sono una donna che osa parlare di sesso con una certa libertà (“come se lo avesse inventato lei” si indigna il critico-scrittore).

Ed ecco palesarsi gli stessi fantasmi che fecero dire, al buon Nicola Lagioia, che Melissa P. “bisognerebbe metterla a 90 gradi su un tavolo e infilarle su per il sedere Lolita di Nabokov, sperando che qualcosa le passi per osmosi”. Almeno, la battuta di Lagioia era divertente, pur trasudando maschilismo. La “recensione” di Sebaste si limita al maschilismo e a un po’ di sociologia all’amatriciana, sperando che basti.

Non si preoccupi Sebaste: nell’Italia di oggi può bastare.

L’atteggiamento di certi intellettuali sottilmente misogini è l’altra faccia del berlusconismo svilisci-donne che tanto li preoccupa, ma loro no, non se accorgono. Mi chiedo se qualcosa sarebbe cambiato se a scrivere il romanzo fosse stato “un uomo che si firma con lo pseudonimo di Jimi Joyce”. Intanto è vero che questa mia lettera è stata censurata dalla caporedattrice cultura dell’Unità, Stefania Scateni, e dalla sua direttrice Concita De Gregorio, che non mi ha di fatto concesso il diritto di replica, pur avendomelo assicurato via mail.

Il mio analista mi ha confermato che i maschi di tipo alfa provano un fastidio intollerabile nel vedere una donna che parla di sesso come fosse un uomo, con la stessa autorità di parola e la stessa consapevolezza dei propri desideri. Non vuole sentirla parlare di orgasmi simulati, di dubbi, paure, curiosità, impacci, masturbazione femminile (cos’è?), amori deludenti, dolori, speranze.

In genere, il maschio alfa non tollera che la donna parli di sesso o di qualsiasi cosa che da tempi immemori considera come roba sua. Potremmo aggiungere allora: il calcio, la politica, la critica letteraria (si veda la patetica recensione di Angelo Guglielmi al nuovo libro di Carla Benedetti)… E noi donne stiamo qui, a beccarci sulle scarpe le pisciatine di tutti questi maschi alfa, troppo occupati a marchiare il territorio per pensare, anche solo un momento, di degnarsi di scrivere una recensione, invece che una “recensione”.

Janis Joyce

Pubblicato da: Simona Castiglione | marzo 17, 2011

Il tricolore a tavola

E pensare che una volta il nazionalismo era di destra…

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Pubblicato da: Simona Castiglione | marzo 8, 2011

“Madre Morte”

Il 16 marzo esce l’antologia “Madre Morte”, edita da Transeuropa. Sono racconti scritti da autrici bravissime (me compresa), su un tema delicato e inquietante che s’intravede in filigrana dal titolo. Un modo non convenzionale per festeggiare l’8 marzo: la proposta di quest’antologia che dà voce e corpo agli aspetti più complicati e inestricabili della psiche femminile. Hanno scritto anche le mie amiche Roberta Salardi (che è la curatrice dell’antologia) ed Eva Clesis. Spero che abbia il successo che merita.

Pubblicato da: Simona Castiglione | marzo 2, 2011

Questa l’ha scritta mia figlia Sofia (10 anni)… bella no?

Cantava il ruscello

 

Cantava il ruscello impetuoso

la sua voce era simile all’impeto illeso

di uccelli senza numero

scrosciava come cascata

voleva imporre a tutti

la sua dolce serenata

quando si prosciugò

una tristezza in aria si levò

era terminata

la sua meravigliosa ballata

 

Sofia Memo

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